Carenza di vitamina D: quali soggetti a rischio?
La vitamina D è alla base del buon funzionamento di diversi processi che avvengono nel nostro corpo.
La luce solare ne è la fonte principale e, grazie a essa, il nostro organismo la integra trasformandola in un ormone, chiamato anche calcitriolo, che:
- È indispensabile per il benessere dell’apparato scheletrico;
- è fondamentale per il corretto funzionamento di muscoli, cuore, polmoni e cervello
- supporta il sistema immunitario nel combattere le infezioni.
Bisogna, quindi,mettersi al sole su base quotidiana (senza eccedere) e osservare un’alimentazione equilibrata, prediligendo cibi che contengono vitamina D, come i prodotti ittici, soprattutto nei mesi freddi.
Carenza di vitamina D: i soggetti a rischio
Alcuni individui possono essere più predisposti a soffrire di una carenza da vitamina D, a causa di fattori quali:
- Malassorbimenti dovuti, ad esempio, a fibrosi cistica, malattie infiammatorie croniche intestinali e altri disturbi.
- Terapie croniche a base di antiepilettici, corticosteroidi per via sistemica,farmaci antiretrovirali o antimicotici per via sistemica.
- Insufficienza epatica
- Insufficienza renale
- Etnia non caucasica con elevata pigmentazione cutanea.
- Regimi dietetici inadeguati (come la dieta vegana)
- Nati da madri con fattori di rischio di deficit di vitamina D durante la gravidanza.
Le conseguenze di una carenza
Quando si palesa una carenza di vitamina D, si rischia di contrarre disturbi gravi, come il cancro al seno, al colon, alla prostata, oltre a malattie cardiache, oltre che depressione e incremento del peso. I denti possono indebolirsi e predisporre a carie e a periodontite, ossia l'infiammazione delle ossa che sostengono i denti che, se non trattata, può portare alla perdita.
Una carenza di tale elemento porta effetti immunodepressori oltre che a uno stato di insulino-resistenza, una condizione in cui le cellule del corpopresentano una bassa sensibilità all'insulina.
La carenza di vitamina D può ostacolare la corretta mineralizzazione ossea, predisponendo il soggetto a rachitismo, nei bambini, osteomalacia e osteoporosi, negli adulti.Può incrementare il rischio cardiovascolare e predisporre a malattie quali diabete, ipertensione, dislipidemie e sindrome metabolica.
Se desideri approfondire l’argomento oppure porre semplicemente qualche domanda, contattaci. Il nostro team di professionisti sarà felice di risponderti.
Il tuo indirizzo email non può essere pubblicato. I campi richiesti sono indicato con *